L’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) è un aumento volumetrico non tumorale della prostata, frequente con l’avanzare dell’età.
Si tratta di una condizione benigna, legata ai cambiamenti ormonali fisiologici maschili, che può determinare disturbi urinari di varia entità.
Non è un tumore e non aumenta direttamente il rischio di carcinoma prostatico, ma può influire sulla qualità di vita.
L’ingrossamento della prostata può ostacolare il normale flusso urinario e causare:
Getto urinario debole
Difficoltà a iniziare la minzione
Sensazione di svuotamento incompleto
Aumento della frequenza urinaria
Urgenza minzionale
Risvegli notturni per urinare (nicturia)
In alcuni casi possono verificarsi:
Ritenzione urinaria acuta
Infezioni urinarie ricorrenti
Presenza di sangue nelle urine
È opportuno eseguire una visita urologica in presenza di:
Disturbi urinari persistenti
Peggioramento progressivo dei sintomi
Alterazioni del PSA
Familiarità per patologia prostatica
Una valutazione precoce consente di impostare un trattamento adeguato e prevenire complicanze.
La diagnosi si basa su:
Colloquio clinico e valutazione dei sintomi (eventuale somministrazione di questionari)
Esplorazione prostatica
Dosaggio del PSA
Ecografia dell’apparato urinario
Valutazione ecografica del residuo post-minzionale
Eventuale studio uroflussometrico
In casi selezionati può essere indicato uno studio urodinamico
L’obiettivo è il ripristino di funzione e qualità di vita attraverso un percorso personalizzato e condiviso.
Il trattamento viene personalizzato in base alla severità dei sintomi e all’impatto sulla qualità di vita.
Può includere:
Alfa-litici (tamsulosina, alfuzosina, silodosina)
Inibitori della 5-alfa-reduttasi (dutasteride, finasteride)
Inibitori della fosfodiesterasi (tadalafil)
Terapie combinate
La terapia farmacologica è spesso efficace nel controllo dei sintomi.
EFFETTI INDESIDERATI
I farmaci alfa-litici (tamsulosina, alfuzosina, silodosina) determinano perdita dell'eiaculazione (eiaculazione retrograda= il liquido seminale o sperma va in vescica e non viene emesso direttamente all'esterno) oppure possono dare abbassamento della pressione arteriosa, soprattutto nel passaggio dalla posizione seduta a quella in piedi (ipotensione ortostatica). Solo quest'ultimo effetto è un'indicazione a rivedere la terapia oppure sospenderla.
Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi (dutasteride, finasteride) possono dare tensione mammaria e calo del desiderio sessuale.
Gli inibitori della fosfodiesterasi (tadalafil) possono dare sensazione di calore, bruciore di stomaco, mal di testa o dolore alla schiena.
La maggior parte degli effetti menzionati (tranne l'eiaculazione retrograda) sono poco frequenti. Dopo aver iniziato l'assunzione di uno di questi farmaci, occorre rivedere il paziente a circa tre mesi (come indicato dalla letteratura scientifica) per valutare la tolleranza e la soddisfazione relative al trattamento consigliato.
L’intervento può essere indicato in caso di:
Mancata risposta alla terapia medica
Complicanze (ritenzione urinaria, infezioni ricorrenti, calcoli vescicali)
Sintomi severi che compromettono significativamente la qualità di vita
La scelta della tecnica dipende dal volume prostatico, dalle condizioni cliniche e dalle preferenze del paziente.
L’obiettivo dell'intervento non è soltanto ridurre il volume prostatico, ma migliorare la qualità della vita del paziente attraverso un percorso condiviso e personalizzato. Spesso il paziente desidera solo un lieve miglioramento dei propri sintomi, pur di non dover affrontare i comuni effetti secondari del trattamento per questa patologia (eiaculazione retrograda).
Da qui nasce il mio motto:
Comprendere per curare.
Condividere, partecipare, migliorare la salute.
Assumi la terapia indicata sempre allo stesso orario come indicato in visita
La maggior parte dei farmaci copre una finestra temporale di 24h. Se lo assumi in ritardo, rischi di avere un peggioramento dei sintomi. Se lo assumi in anticipo, possono aumentare gli effetti indesiderati
Non interrompere la terapia se non ottieni subito un beneficio
I farmaci possono impiegare tempi variabili per offrire un risultato percepibile (da pochi giorni a diversi mesi). Non interrompere il farmaco prima di aver sentito il medico
Migliora lo stile di vita
La prostata è solo un tassello dell'immenso mosaico dell'organismo.
Ci sono diversi comportamenti che possono migliorare la salute prostatica:
Attività fisica regolare, soprattutto quella aerobica (corsa, camminata, nuoto)
Dieta sana ricca in fibre, frutta e verdura
Curare la stipsi (o stitichezza)
Limitare il consumo di cibi grassi e carni rosse
Evitare gli elementi che possono infiammare la prostata (peperoncino, birra, insaccati, spezie, pepe, formaggi, cibi fritti)
Riduci o elimina del tutto l'assunzione di alcolici
Limita l'assunzione di caffè e the. Queste bevande aumentano la produzione di urina, irritano la vescica e peggiorano i sintomi urinari
Bevi almeno 1.5 d'acqua al giorno ben distribuiti
Non bere nelle 2-3 ore prima di andare a letto, al fine di evitare di svegliarti per urinare
Non urinare in maniera frettolosa. Assucurati di rilassarti durante l'atto minzionale, magari mettendoti seduto
Non aspettare che arrivi lo stimolo urinario. E' buona abitudine urinare ad intervalli regolari (ogni 4-6 ore al massimo) senza aspettare che lo stimolo diventi forte
Limita gli sbalzi termici. Il freddo aumenta i sintomi urinari e aumenta la sensazione di urgenza
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Scrivimi: segreteria@marcellodellacorte.it